L'EDUCAZIONE
L'evoluzione pedagogica delle nuove famiglie
Sull’educazione non saprei, non saprei dove ci potrà condurre questa piega.
In una sala d’attesa di un luogo di medicina ho osservato, questa mattina, una famigliola attendere il proprio turno; erano madre, padre e figlia, una figlioletta che avrà avuto sì e no una decina d’anni.
La bimba, che naturalmente portava gli occhiali, era pietrificata davanti allo schermo del suo smartphone, al quale dava solo delle spinte con l’indice per scorrere, scrollare, una pagina, probabilmente, di un “social”.
Erano un quadretto interessante; li guardavo tutti e tre, in attesa che venisse il nostro turno di visita.
La bimba non aveva affatto un’aria divertita; la musichetta e le voci che uscivano dal suo apparecchietto disturbavano. Nella sala d’attesa eravamo una quindicina: solo tre persone non avevano il cellulare in faccia e guardavano, come le guardavo io, le rifiniture di una quasi recente imbiancatura. L’imbianchino deve aver sofferto di un qualche tremolio; comunque quello guardavo quando non mettevo gli occhi sulla famiglia.
A un certo punto la mamma, sentendo il loro quadretto finito sotto la mia osservazione, ha diligentemente controllato che la “piccolina” — che a dieci anni noi eravamo quasi grandi — usufruisse di contenuti adatti alla sua età. La signora ha quindi preso il telefono della bimba, ha proferito poche parole di uno sconcerto che non ho interpretato, ha un po’ tocchicchiato il telefono e glielo ha reso.
La scena si è ripetuta dopo cinque minuti, quando finalmente è arrivata la punizione per quell’inebetimento che perdurava: il telefono è stato tolto. La piccolina però ha dato segnali di voler uccidere tutti in sala e allora papà e mamma le hanno dato dei soldini da mettere nel borsellino: l’hanno pagata, e non mi sbaglio.
L’attesa si è fatta un po’ lunga e i tre hanno chiesto a un’infermiera se avessero il tempo di prendersi un caffè. La famigliola è andata e tornata; quando sono tornati, la piccola aveva un bel sacchettone di patatine in mano, ore dieci del mattino.
Telefono, denaro, patatine: tutto questo è stato il programma educativo della famigliola fino alle dieci e qualcosa del mattino.
Poi non so come abbiano proseguito; me li immagino, al pomeriggio, in una concessionaria Mercedes.
Per il fine settimana, qualora la bimba gradisse, penso che i genitori la accontenteranno nel farle accoltellare il gatto, al fine che la bimba non si annoi.


